Anche questa volta la mostra è un viaggio tra le insenature del mio animo e del mondo che mi circonda. E in questo andar fra le pieghe e i campi colorati del Ferioli, in questa esposizione incontro e cito varie persone e artisti, alcuni conosciuti altri incontrati solo sui libri, altri ancora immagino di andare a trovarli a casa loro. Sono persone che mi hanno dato, loro neanche lo sanno ma mi hanno fatto crescere, mi hanno arricchito attraverso un oggetto, un quadro, un’emozione. Borek Sipek è presente a casa mia da oltre 30anni con la sua poltrona, ammirata decine di volte sulle riviste d’architettura, poi un giorno passando sul lungolago di Como la vedo in vetrina, lì davanti a me, non ci penso due volte, la compro. Quasi non ci stava in auto,la porto in studio e per anni è stata la mia sedia da lavoro. E Gino Bandera come non potevo presentarlo in questa mostra che ha “insenature” particolarmente intime. Uomo mite e dolce, quando lo incontrai mi mostrò con orgoglio casa sua, era molto convinto della vita vissuta fuori dalla Franco Tosi, quell’obbligo le dava il pane da vivere ma la sua fantasia artistica correva in ben altri mondi. Poi parlo e racconto di HOCKNEY, Basquiat, Matisse, Harring e Morandi. Loro sono maestri d’arte, che in vari modi mi accompagnano da tanto tempo. E per ultima Batool ABU Akleen giovanissima poetessa palestinese, non l’ho mai conosciuta, l’ho “incontrata” un giorno a caso, dalla voce di Cristina Viti traduttrice delle sue poesie.
Come dice una sua recensione , dopo la lettura dei suoi versi induci molto su quello che hai letto. Nelle sue poesie, puoi vedere la carne delle persone bruciate vive, “L’odore della carne carbonizzata sale dalla bocca dell’inferno, il suo respiro riveste le anime dei nostri viventi”, dei corpi dispersi dei palestinesi.
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3 Novembre 20263 Novembre 2026
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